domenica 27 maggio 2012

PENTECOSTE: OMELIA DEL SANTO PADRE









Cari fratelli e sorelle
Sono lieto di celebrare con voi questa Santa Messa, animata oggi anche dal Coro dell’Accademia di Santa Cecilia e dall’Orchestra giovanile - che ringrazio -, nella Solennità di Pentecoste. Questo mistero costituisce il battesimo della Chiesa, è un evento che le ha dato, per così dire, la forma iniziale e la spinta per la sua missione. E questa «forma» e questa «spinta» sono sempre valide, sempre attuali, e si rinnovano in modo particolare mediante le azioni liturgiche. Stamani vorrei soffermarmi su un aspetto essenziale del mistero della Pentecoste, che ai nostri giorni conserva tutta la sua importanza.

DISCORSO DEL SANTO PADRE


Cari fratelli e sorelle!


... Cari amici, continuate a testimoniare la gioia della fede in Cristo, la bellezza di essere discepoli di Cristo, la potenza d’amore che il suo Vangelo sprigiona nella storia, come pure l’incomparabile grazia che ogni credente può sperimentare nella Chiesa con la pratica santificante dei Sacramenti e l’esercizio umile e disinteressato dei carismi, che, come dice san Paolo, vanno sempre utilizzati per il bene comune. Non cedete alla tentazione della mediocrità e dell’abitudine! Coltivate nell’animo desideri alti e generosi! Fate vostri i pensieri, i sentimenti, le azioni di Gesù! Sì, il Signore chiama ciascuno di voi ad essere collaboratore infaticabile del suo disegno di salvezza, che cambia i cuori; ha bisogno anche di voi per fare delle vostre famiglie, delle vostre comunità e delle vostre città, luoghi di amore e di speranza.

sabato 26 maggio 2012

PENTECOSTE



     Proviamo a immaginare per un istante l’esperienza vissuta dal  profeta Ezechiele, il quale fu condotto nel tempio di Gerusalemme: “vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente … quell’acqua: mi giungeva al ginocchio. … poi … mi giungeva ai fianchi. … (poi) era un torrente che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute; erano acque navigabili, un torrente che non si poteva passare a guado. … 7voltandomi, vidi che sulla sponda del torrente vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall’altra. … perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. … 12Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina” (Ez 47,1ss).
     Un giorno, durante una importantissima festa  in Israele

Il nostro affetto al Papa



Marco Tarquinio

Oggi scriviamo su questa prima pagina di un dolore e di un peccato. E poche cose al mondo vanno maneggiate con altrettanto pudore e altrettanta delicatezza. 
Il dolore è serio e profondo, perché è quello del nostro Papa e di tutti coloro che gli vogliono bene. Il peccato è grave, perché anche stavolta – come sempre, ma più di altre volte – è segno amaro e oscuro di divisione, di presunzione, di dissimulato o, al contrario, enfatico abbandono a una logica maligna.
Sapevamo già da mesi che qualcuno, tra coloro che per lavoro e servizio più gli sono vicini, stava miseramente tradendo la fiducia del Santo Padre. 

E' vero

Una vecchia storia degli Indiani Cherokee , racconta di un nonno saggio che insegna i principi della vita al nipote..
 
Il vecchio saggio Cherokee dice : " dentro ogni persona infuria una battaglia tra due lupi, uno è malvagio, rabbioso, geloso, incapace di perdonare, orgoglioso e pigro, l'altro è buono , umile,  gentile e pieno d' amore: "questi due lupi sono costantemente in lotta tra loro ", dice il nonno..
 
Il ragazzino ci pensa un pò e dice " chi vincera nonno ? "
 
Il nonno sorride e dice " quello a cui darai da mangiare" ...!



Da Giulia

giovedì 24 maggio 2012

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FONDAZIONE
DIAKONIA DELL’ISOLA GIOVANNI XXIII - ONLUS
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La Fondazione Diakonia dell’Isola Giovanni XXIII – ONLUS, nata per iniziativa della Diocesi di Bergamo, del P.I.M.E. e delle 19 Parrocchie del Vicariato Locale di Capriate-Chignolo-Terno, si propone come uno strumento di aiuto e di sostegno alle iniziative di carattere socio-assistenziale presenti nel Vicariato nell’ambito carità.
Si segnalano nel seguito alcune delle modalità con cui è possibile sostenere la Fondazione Diakonia e le attività dalla stessa promosse e gestite.

mercoledì 23 maggio 2012

La crocifissione nel mondo antico

La pena della crocifissione, di origine orientale - in particolare persiana -, venne adottata da cartaginesi e romani. Nella letteratura romana è descritta come punizione crudele e temuta; non era inflitta ai cittadini romani, ma riservata agli schiavi e ai non romani che avessero commesso atroci delitti, come assassini, gravi furti, tradimenti e ribellioni. Giuseppe Flavio narra che Antioco Epifane crocifisse gli ebrei che si erano rifiutati di obbedire ai suoi decreti sulla ellenizzazione, e che Alessandro Ianneo aveva crocifisso i suoi avversari farisei.